
date/time: 16.09.2011 20:56
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KOST-CECO Terminologie is a new German – French online dictionary of (digital) archive terms - based on this and other sources.
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Annunciato nel settembre 1998, il progetto di repertorio di terminologia giunge qui ad una sua prima conclusione. Si è sviluppato realisticamente secondo le forze disponibili, le competenze che si sono potute riunire per condurre a termine l'impresa e dando seguito alle attese manifestatesi in seno all'Associazione degli archivisti svizzeri. Il titolo è cambiato da Dizionario di terminologia archivistica delle fonti d'archivio elaborate nelle amministrazioni pubbliche svizzere in Repertorio di termini utili agli archivisti svizzeri (francese-tedesco/tedesco-francese). Stampati per dritto e rovescio, i termini sono proposti nelle due principali lingue ufficiali della Svizzera. L'italiano non è stato dimenticato e verrà aggiunto nella versione elettronica del Repertorio diffuso dall'AAS : la scelta si spiega con i problemi pratici incontrati e con la ridotta disponibilità di risorse umane.
Il Repertorio raccoglie 2512 voci, cioè 1194 («a») per le fonti amministrative, 218 («i») per l'ambito informatico, 915 («p») per quel che concerne l'archivistica e 185 («r») per le attività di restauro.
Diversamente dalle altre due associazioni di scienze dell'informazione, l'AAS ricorre solo occasionalmente a traduzioni nelle comunicazioni che invia ai suoi membri. Ha fondato i contatti sul rispetto delle lingue e sulla conoscenza reciproca della lingua dell'altro. Non si deve nascondere la difficoltà intrinseca che nasce dal procedere così. Quest'ambizione ha esigenze e pone limiti importanti. Si deve ammettere che vi sono spesso delle incomprensioni tra i professionisti dovuti a problemi linguistici e a blocchi mentali. Bisogna perciò chiedere l'istituzione di associazioni archivistiche suddivise per gruppi linguistici e mettere nel dimenticatoio la dimensione nazionale della vita associativa? Ciò che in un primo tempo potrebbe sembrare un modo d'incontrarsi più confortevole e conviviale si dimostrerebbe nei fatti un pregiudizio per lo sviluppo della comunità professionale. Una formazione professionale, pratiche archivistiche e approcci documentari sono legittimi solo se sono fondati su di un largo consenso, su di un'unità di dottrina e se sono sorretti da una visione comune dell'identità dei membri. Mentre si assiste alla ricerca di norme e di principî che abbiano valore universale, gli archivisti svizzeri dovrebbero considerare la loro situazione un vantaggio e una sfida per la loro professione, piuttosto che farne un alibi per giustificare separazioni e l'isolarsi dei suoi membri. Quest'ultimi devono poter testimoniare, combattere il loro individualismo sul piano interno e sul piano estero. Gli archivisti svizzeri si ispirano molto alle pratiche dei paesi vicini. Perché non dovrebbero, in primo luogo, rafforzarsi grazie alla loro appartenenza ad un paese multiculturale e federalista?
Non è per caso che l'iniziativa per il Repertorio sia stata avviata ed animata da rappresentanti dei gruppi linguistici minoritari della Svizzera, i quali si preoccupano di non perdere il loro legame con l'associazione e che sono obbligati ad evolvere in un contesto più ampio rispetto a quello imposto loro dalla lingua. Gli sforzi della comunità degli archivisti svizzeri deve orientarsi piuttosto al rispetto del fatto che esistono diverse lingue, e non tentare d'aggirare il problema, inventando una quarta o una quinta lingua per comunicare. Si deve approfittare della combinazione delle diverse lingue, metterle in contatto, senza bandire quella dell'altro ed evitando assolutamente d'imporre, grazie alla forza dei numeri, un'unica lingua, fosse anche... l'inglese.
Sebbene sia innanzitutto uno strumento di lavoro degli archivisti svizzeri, il Repertorio è al contempo anche espressione di una forma di lettura «politica» delle relazioni fra i membri dell'AAS.
Volendo questo Repertorio i suoi promotori hanno dimostrato chiaramente il loro attaccamento all'identità nazionale, che deve riflettersi anche in seno all'AAS. Constatano con piacere e riconoscenza che il comitato dell'AAS ha appoggiato il loro impegno e che essi hanno potuto contare nella fase d'avvio del progetto sull'aiuto dell'Archivio federale e degli Archivi cantonali, i quali hanno fornito titolari, massimari di conservazione ed altre liste di documenti. A margine si può notare che nessuna istituzione ha potuto mettere a disposizione repertori bilingui in uso presso il proprio personale.
Il gruppo di lavoro è cosciente della perfettibilità del Repertorio, ma osa sperare che la sua iniziativa darà vita ad altri progetti per rafforzare il numero dei collegamenti fra le diverse componenti dell'AAS.
Hans-Robert Ammann (Archivio di Stato del Vallese) ; Nicolas Barras (Archivio di Stato di Berna) ; Cristina Bianchi (Comitato olimpico, Losanna) ; Gilbert Coutaz (Archivio cantonale di Vaud, presidente del gruppo) ; Rodolfo Huber (Archivio della città di Locarno) ; Albert Pfiffner (Archivio storico della Nestlé) ; Roswitha Rhamy (archivista emerita del CERN) ; Eveline Seewer (Archivio di Stato di Friborgo), Evelyne Lüthi-Graf (Archivio di Montreux).
Inizialmente è stata raccolta per il Répertorio una base di dati che conteneva più di 5'000 termini tedeschi (lingua di riferimento scelta per il lavoro). Dopo averli esaminati, il gruppo di lavoro ha concluso che non si dovesse fare una sola lista di termini, bensì diverse (liste di termini relativi alle fonti amministrative, all'informatica, all'archivistica e al restauro). Ha stabilito che doveva mirare ad un pubblico diversificato, di differenti livelli (certe parole mantenute nelle liste fanno parte delle conoscenze di base e possono essere trovate facilmente nei dizionari linguistici). Ha scelto di limitarsi alla traduzione delle voci, rimandando a più tardi le definizioni. Sono stati tralasciati i termini abbreviati e le sigle, così come le strutture amministrative che esprimono una competenza, preferendo i risultati delle competenze.
Il termine tedesco è sempre riportato al singolare e con l'indicazione del genere; fatte poche eccezioni, si è specificato solo il genere per le parole in francese.
Per ogni parola che esprime un concetto è stata inserita una riga. Naturalmente una parola può avere significati diversi a seconda del contesto.
Le parole composte, così numerose in tedesco, sono state per quanto possibile tralasciate, preferendo i termini di base.
Di diverse parole esistono varianti a seconda se si parla del comune, del cantone o della Confederazione. Nella maggior parte dei casi si è privilegiato il livello comunale, visto che il loro significato può comunque essere compreso facilmente anche se applicate al livello cantonale o federale.
Prima di stampare i risultati, nel periodo da settembre a dicembre 2001, il gruppo di lavoro ha presentato il Repertorio in forma elettronica ai membri dell'AAS, sul sito Internet dell'ASS, per raccogliere opinioni in merito. Vedi Arbido, 9/2001, pp. 33-35.
last edited: 16.09.2011
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